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Dante Ferrari Brissago luglio 2012
Partito da Brè lunedì 12 mattina da solo x percorrere la Via Alta della Valle Maggia, al giovedì sera alle 18.30 ero a Fusio. Un particolare ringraziamento a Efrem e Michele e a tutti i volontari, che hanno fatto di questo percorso un Trekking superfavoloso e molto ben segnalato. Io credo, che si potrebbe farlo anche a occhi chiusi, solo x la ottima segnalazione, ma non per lo stupendo panorama durante il percorso. Auguri e complimenti per tenere sempre percorribile questo bel tragitto. Tempo molto bello durante tutti i 4 giorni. Saluti Dante

Peggy Valdambrini agosto 2011

Buongiorno! Con mio marito ho appena percorso la VAVM da Maggia a Fusio, ci è piaciuto moltissimo. Ho preparato un resoconto che vorrei mandarvi. Nel resoconto c'è anche l'indirizzo di picasa per visualizzare le foto che abbiamo fatto. È STATO SUPER! Grazie!! Peggy e Davide

Cliccate qui per leggere il mio resoconto.
Qui invece se volete vedere solo le mie foto lungo il percorso

Orlando Schira  agosto 2010

Ciao a tutti ho percorso la via alta dal 3 al 8 agosto e devo dire che è un percorso fantastico!! Ringrazio moltissimo tutti coloro che hanno contribuito a crearla (una parte dei quali li ho incontrati alla Cap.Soveltra il 3 agosto durante la loro gita di inaugurazione della via alta) e che mi hanno dato la possibilità di attraversare paesaggi stupendi e selvaggi seguendo comodamente i segni bianco blu. Bruno Donati il 3 agosto mi disse che sarei stato il primo a percorrere ufficialmente la via alta da nord a sud e mi ha chiesto di dire cosa ne pensavo sul vostro forum.
Ecco i miei appunti tappa per tappa da Soveltra a Cimetta (la tappa Fusio-Soveltra l 'ho saltata per ragioni di tempo):
Soveltra-Cap.Tomeo: tutto il percorso è ben segnalato. Alcuni tratti li ho trovati tracciati particolarmente ripidi (bosco sopra l'Alpe Campala e a lato dell'Alpe Larecc). Molto delicata può rivelarsi la discesa dal colle 2550 m. sulla spalla della Corona di Redorta in caso di terreno bagnato o umido vista l'esposizione e la ripidità del pendio erboso. Traccia non sempre ben scavata nell'erba, forse si potrebbe migliorare per la sicurezza.
Cap.Tomeo-Cap.Spluga: percorso spettacolare e piuttosto faticoso, molti saliscendi nell'accidentata val Cocco. Alcune catene in val Cocco le trovo forse superflue mentre su di una cengia erbosa e cespugliosa molto stretta sopra la zona valle dei Pini trovo che una catena non sarebbe male. Catene sul passo della Cima di Broglio forse poco estetiche ma molto utili, esposto! Attenzione alla caduta sassi in caso di gruppi sotto la Bocch. di Sasso Bello, lato nord.
Cap.Spluga-Cap.Masnee: percorso riposante fino alla salita al passaggio sulla cresta tra il Poncione Piancascia e il Pizzo Verde. Su di una placca sui 2000m sulla cresta del Piancascia una catena forse non sarebbe male. Catene sotto la quota 2137 m. tra il Pizzo Dromegio e il Pizzo Costisc forse non proprio indispensabili. Discesa lato Val Verzasca prima della quota 2182 m. tecnico e qui trovo che una catena sarebbe più che utile.
Cap.Masnee-Cimetta: la temuta cresta tra il Madom da Sgiof e la Cima di Nimi è molto ben attezzata e segnalata, i risalti della cresta son quasi tutti evitati facilmente, nessun problema. Traversata sotto il Pizzo d' Orgnana non da sottovalutare, pendii erbosi ripidi. Qualche catena tra le placche, forse non indispensabile. Sotto il Passo d' Orgnana ho perso le tracce dei segni bianco blu che salivano al Pizzo Corgella e quindi pensando che non ci fosse la tratta segnalata in cresta ho percorso Cangell-Cresta sul Madone in bianco rosso, forse da migliorare i segni in quel punto di diramazione.
Come ultima annotazione forse la discesa dalla Cima della Trosa, per restare fedeli al percorso in cresta, si potrebbe tracciarla bianco-blu sugli speroncini della crestina sud, sicuramente più spettacolare del lungo zig-zag del lato sud-ovest. Se no in generale percorso veramente ben tracciato e segnalato, impossibile perdersi. Alcune volte c' erano dei segni in doppione, altre volte forse un segno in più tra due non avrebbe guastato. Grazie ancora a tutti per avermi dato la possibilità di vivere questa meravigliosa avventura tra le nostre bellissime montagne! Tantissimi complimenti anche per le capanne, tutte bellissime e molto accoglienti (con doccia!!)


Nino Dal Borgo 30.07.10

Ciao, domenica sono stato al rifugio e laghetto Tomeo, e ho visto uno dei punti di passaggio della via alta. Deve essere bellissima, ma troppo impegnativa per me... Se volete vedere l'articolo in cui siete referenziati, lo trovate a questo indirizzo: http://www.montagnaticino.com/article-il-laghetto-tomeo-col-suo-rifugio-25-07-2010-54627274.html.
Buon fine settimana, e buona montagna. Nino Dal Borgo

Bruno Donati 05.07.10

Via Alta Vallemaggia
Un lungo viaggio a piedi ad alta quota
Era proprio l’ultima cosa che si potesse pensare, molto di più di un’idea peregrina: un proposito talmente dissennato da non trovare alcuna considerazione e da relegare tra i progetti più assurdi. Eppure la Via Alta Vallemaggia è ora una realtà.
Ai Valmaggesi le vie di comunicazione sono sempre state a cuore; per garantire la mobilità hanno operato senza sosta alfine di rendere possibile la transumanza, di creare una strada carrozzabile che rompesse l’isolamento per avvicinarci ai centri e alle importanti arterie viarie. Gradualmente, a partire dall’Ottocento, venne costruita una strada carrozzabile, estesa fino a raggiungere le valli laterali e a collegare infine tutti i villaggi. L’ultimo abitato a venir raggiunto con l’automobile fu quello di Brontallo, nel 1955. Da non dimenticare la straordinaria impresa che ci ha regalato la ferrovia Locarno-Ponte Brolla-Bignasco (1907-1965), le strade agricole e forestali, quelle legate ai lavori idroelettrici e alle aree edificabili. Tutta questa rete viaria serve una piccola parte del territorio, si concentra sui fondovalle, e si basa sui mezzi di trasporto meccanici con spostamenti rapidi e frequenti, spesso frenetici.
La Via Alta Vallemaggia ha nulla in comune con la viabilità odierna, non è in concorrenza e non ha punti d’incontro con il traffico attuale, segue altri percorsi, esplora zone disabitate, non si basa su mezzi di trasporto, risponde a un bisogno intimo di ritornare, almeno per qualche giorno, al movimento e agli spostamenti che hanno contrassegnato da sempre l’umanità, fino a qualche decennio or sono.
Per concepire e realizzare la Via Alta bisognava essere un po’ sognatori, ma molto altruisti, determinati e concreti. L’idea nasce e matura in Valle Lavizzara, la cova Efrem Foresti, attratto dalla prospettiva di raggiungere Locarno dalla montagna: in breve tempo contagia un gruppo valmaggesi che si danno da fare a cercare i passaggi da valle a valle e a trovare i punti logistici. In un paio d’anni si definisce il percorso, lo si sbozza sul terreno, si attrezzano i punti più delicati, si marca con la pittura: contemporaneamente si costruiscono i rifugi dell’alpe Spluga, in Valle di Giumaglio e del Masnee, in Valle di Maggia, si risistema pure provvisoriamente quello di Tomeo. Ora l’intero percorso è pronto e l’inaugurazione avrà luogo il 30 luglio a Cardada con l’apertura ufficiale di uno dei più bei trekking del Ticino.
In poche parole e con qualche dato la Via Alta la si può riassumere così: un tragitto escursionistico e alpino lungo oltre 50 chilometri, da percorrere in cinque-sei giorni. Neppure un passo sul fondovalle principale, ma tutto l’itinerario si snoda ad alta quota, in parte sullo spartiacque che separa la Vallemaggia dalla Valle Verzasca e in parte ai piedi delle creste, che coronano selvagge valli laterali. Per quasi una settimana si rimane in quota, lontani dalla vita frenetica e immersi nella natura. Gradualmente si collegano due punti e due ambienti estremi: da Locarno a Fusio, dalle Prealpi alle Alpi, dal Lago Maggiore ai 3000 metri del Campo Tencia, dalla città ai villaggi d’alta montagna, dalle palme e le camelie fino alle rose delle alpi e al ranuncolo glaciale.
Un lungo cammino che si snoda tra cielo e terra, con un ampio orizzonte che permette di dominare solchi vallivi, catene montane che si disegnano sempre più lontano nella foschia, uno scenario che permette di abbracciare sullo sfondo la Pianura Padana e la vetta del Monte Rosa. È quasi come librarsi in volo e godere il paesaggio dall’alto, provando sensazioni intense di leggerezza e di libertà.
Passo dopo passo si segue il crinale che separa i due profondi solchi vallivi modellati dai fiumi Maggia e Verzasca, si attraversa appena sotto le creste tutta una successione di avvallamenti intagliati dai torrenti laterali, come la Valle del Salto, quella di Coglio e di Giumaglio, la valle di Serenello e di Cocco, la Valle di Tomeo e di Prato. Sono realtà sconosciute ai più, integre e selvagge. Lungo il percorso si incontrano nove laghi alpini, che accolgono il viandante come oasi di verde e luoghi piacevoli di sosta e di ristoro.
L’ambiente che si attraversa è un paesaggio di pietra, l’elemento primordiale e immutabile che forma le montagne. Si presenta con forme suggestive e fantastiche; la roccia crea impressionanti pareti, incredibili profili di creste ritagliate contro il cielo, plasma sorprendenti sculture, costituisce caotici depositi di frana estremamente suggestivi. Con il passare dei giorni l’escursionista ne coglie la vera sostanza e apprezza la ricchezza di un materiale ritenuto a torto inerte.
Quasi l’intero percorso della Via Alta si snoda oltre il limite della vegetazione arborea, nella zona più alta dei pascoli, dove l’inverno è lunghissimo e dove la bella stagione si riduce a soli tre-quattro mesi. Questa è una fascia oggi apparentemente inospitale, ma in passato molto utile per l’economia alpestre, per il pascolo estivo di vacche e capre; si riscoprono infatti numerose tracce della transumanza e le opere lasciate dagli alpigiani. Sono testimonianze di un’antica civiltà tramontata da pochi decenni e ricordano una vita segnata dalla fatica e dal bisogno, ma pure ingegnosa e serena. La Via Alta offre anche una viaggio nella storia, riesuma vicende umane cancellate dall’abbandono e dall’oblio, recupera alcune vecchie cascine trasformate ora in capanne in grado di ospitare i viandanti, ripropone antichi valori che restano tuttora attuali.
La Via Alta Vallemaggia la si percorre a piedi, la si vive emotivamente e la si fa propria con la mente.


Michele
  07.07.2009  
Le foto del trekking 2007 sono bellissime, vale la pena guardarle. GRAZIE a Bruno Bini per aver catturato quei momenti così meravigliosi!
Chissà chi sarà il fotografo nel trekking 2009 ?
ciao michele

Bruno Bini
 16.07.2009
Grazie Michele per i complimenti per le foto della bella esperienza del 2007, ma sono, in parte...immeritati: infatti ho scattato solo una parte delle foto, mentre altre sono dei partecipanti a quella 'edizione', che hanno condiviso con noi quelle belle giornate.
Visto che adesso esiste questo sito, provvederò al più presto all'inserimento di un link sul sito della SAV www.sav-vallemaggia.ch ed alla sistemazione delle pagine relative.
Complimenti comunque per questo vostro sito : qualche piccolo...difetto verrà sistemato,ne sono sicuro,al più presto.
Auguri e complimenti a tutto il vostro gruppo di lavoro !!
Ciao Bruno

Fabio Cheda - Aprile 2009

Caro Efrem,
ieri ho avuto un'"illuminazione" e ho buttato giù questa poesia, che ti regalo.

VIA ALTA
Da Cardada, sul filo delle cime
ritagli nel silenzio la tua via;
tra il verde dei muschi screpolati
e i grigi opachi delle mille pietre.

Navighi lento sotto il blu del cielo
che ti fa da soffitto sopra il capo;
ti segue lentamente e caldo il sole
e luccica improvviso al movimento
sulle lastre immobili dei laghi,
sui pozzi dei ruscelli e sui cristalli.

E’ bello faticare per conquista
tra tanta pace e un mare che s’allarga
fin giù sul fondovalle della Maggia,
che quasi a respirare manca il fiato.

Stalle vuote, cascine abbandonate,
rifugi nella pietra e qualche ostello
ti danno danno un passeggero refrigerio.

Con il sacco pesante sulle spalle
ma libero da suoni e da pensieri
riprendi poi, con passo regolare,
la magica avventura fino a Fusio.

Matteo  29.04.2009

Complimenti Professor Poeta

Efrem 29.04.2009

Ciao Fabio e colleghi,
letta e riletta, mi piace grazie 1000 e ben vengono le illuminazioni...
Personalmente ritengo che sia un bel segno di complemento ai dovuti
ringraziamenti...
Ciao Efrem


 
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